URBINO RINASCE: PIANO STRATEGICO POST-COVID
- Mario Rosati

- 24 apr 2020
- Tempo di lettura: 6 min

Le proposte dei gruppi consigliari
Viva Urbino e Partito Democratico
frutto di un confronto con le Associazioni di categoria (CNA, Confcommercio, Confesercenti, Associazione Commercianti), dei sindacati (CGIL , CISL URBINO) e operatori, per la ripresa della città dopo la crisi determinata dal virus.
C’è bisogno di un grande piano strategico di rilancio. Dobbiamo essere consapevoli che i diversi livelli di governo interverranno con modalità e risorse diverse per mitigare i danni provocati dall’emergenza coronavirus, ma è indispensabile che le forze e le istituzioni locali intervengano e si impegnino in maniera adeguata al loro ruolo.
Un tale piano necessita della cooperazione di tanti soggetti, che lavorino insieme per raggiungere lo stesso scopo, con disponibilità e propensione alla condivisione e ad individuare le giuste mediazioni.
È uno sforzo per un cambiamento più radicale e profondo che si impone come un dovere morale verso le persone che fino ad oggi hanno sofferto, verso coloro che si sono sacrificati con il proprio lavoro e chi ha profuso il proprio impegno per uscire dalla situazione di crisi sanitaria, verso chi ha dimostrato responsabilità nel comportamento quotidiano e rispetto verso gli altri. Lo dobbiamo anche a tutti coloro che da sempre hanno subito le maggiori disuguaglianze, alla necessità di adoperarci per un mondo più solidale ed equo, al bisogno di politiche di rispetto e valorizzazione delle risorse di cui disponiamo.
La proposta che sottoponiamo nasce dal confronto con le associazioni di categoria, i sindacati, le associazioni di volontariato, i cittadini e rappresenta l’evoluzione di una sintesi costruttiva e propositiva, come base essenziale che potrà essere integrata e implementata.
I suoi punti, che tengono pienamente conto delle premesse, hanno come riferimento tre cardini essenziali:Cooperazione, Sicurezza e Programma.
1. COOPERARE E UNIRE LE FORZE
Strutturare una cabina di regia della crisi con il coinvolgimento dei principali soggetti e istituzioni della città, di quegli interlocutori capaci di determinarne in maniera significativa l’andamento, come l’Università, l’Erdis, o la Direzione di Palazzo Ducale, le Associazioni di categoria, e i Sindacati, il terzo settore e le società di servizi,il Comune e le Istituzioni Locali per far funzionare un tavolo di confronto che permetta di discutere e mettere in atto scelte condivise e strategiche. Soltanto insieme si possono raggiungere obbiettivi importanti!
2. SICUREZZA INNANZITUTTO
Quindi, consapevoli di ciò che è accaduto e degli strascichi che comporterà, occorre comprendere qual è l’elemento che, nell’attuale situazione, permette di garantire qualsiasi ragionamento e slancio verso la ripresa: le condizioni di sicurezza, nei diversi ambienti di lavoro, attività ricettive e commerciali, luoghi e contesti di svago, rappresentano la condizione indispensabile per poter pensare ad un qualsiasi riavvio delle attività e ad un loro sviluppo, recuperando il Protocollo trilaterale, Governo, Imprese e Sindacati, sulle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro, del 14 marzo 2020.
Proponiamo di ragionare nella logica di garantire la massima salvaguardia nei confronti dei cittadini, dei lavoratori, degli studenti, dei turisti pur nella massima accessibilità degli spazi, dei servizi, delle attività. Considerando però il concetto di sicurezza non semplicemente dal punto di vista di applicazione autoritaria e di forme di controllo, ma ampliandolo a quello di consapevole condivisione di misure opportune al bene proprio e degli altri, di trasparenza, di sostenibilità, di accessibilità e di assistenza comunitaria. Solo così sarà possibile definire un contesto che ci fornisce garanzie a 360 gradi e potremo promuovere Urbino città sicura con una vera e propria azione di marketing e riscontrarne per primi, come cittadini, i vantaggi!
3. PROGRAMMA DEFINITO
Stabilire due fasi di azione che, sulla base delle priorità a cui fanno riferimento, possano cogliere i traguardi che realisticamente si prefiggono.
FASE A. Fino a fine anno. Per definire le condizioni di ri-avvio; per dare ossigeno e strumenti di salvaguardia e rilancio alle imprese; per confrontarsi su ruolo e modello dell’Università e del mondo della formazione perché immettano efficacemente le proprie energie nella città; per definire una linea di rilancio sul fronte culturale e turistico; per individuare e disporre le risorse di bilancio, per ripensare al modello di “città ideale” coerente con i tempi attuali.
Le imprese, i lavori, gli impieghi, i servizi, il turismo, le attività universitarie e scolastiche purtroppo non tornerannoimmediatamente come prima della crisi: sarà necessario un periodo di traghettamento in cui sarà indispensabile utilizzare al meglio le risorse che si hanno e definire un piano di rilancio di maggior impatto e maggior durata. In questa fase occorre:
A1. Piano sicurezza.
Stabilire dei protocolli che possano mettere in atto quella sicurezza – in primis sanitaria – di cui sopra, condividendo modalità, tempistiche, comportamenti, condizioni di agibilità, svolgimento di controlli, possibilità di consulenze e supporti, etc. (In ciò l’Amministrazione insieme alle Associazioni possono agire come regia e come general contractor per le diverse esigenze, permettendo l’abbattimento dei costi);
A2. Sostegno immediato alle imprese e all’economia locali:
A2.1 Sblocco dei pagamenti per lavori già eseguiti al fine di generare liquidità.
A2.2 Ripresa immediata dei cantieri non appena arriva il via libera del governo.
A2.3. Rivisitazione del programma dei lavori con anticipazione di attività previste per gli anni successivi.
A2.4 sospensione della Tasi, della TOSAP, dell’IMU ed impegno per la riduzione della Tari in concerto anche con la società Marche Multiservizi; intervento sugli affitti dei locali del Comune e del Legato Albani per attività produttive e commerciali;
A2.5 Strutturare un ufficio di sostegno alle imprese perché possano trovare un supporto nell’informazione e partecipazione alle opportunità (bandi, finanziamenti, etc.) ma anche, e soprattutto, a livello di consulenza, perché possano ripensare e riqualificare le proprie attività e i propri modelli di impresa. In ciò la collaborazione tra associazioni di categoria, professionisti esperti e Università potranno dare un contributo fondamentale;
A2.6 Se non si ha la forza in autonomia, disporre di una collaborazione che possa valutare e permettere la partecipazione a progetti europei.
A2.7 Individuare percorsi di formazione per i lavoratori che anche a seguito degli effetti del COVID -19 saranno espulsi dal mercato del lavoro o saranno privi delle competenze necessarie per affrontare la difficile transizione.
A2.8 Prevedere di far rientrare gli obiettivi di sviluppo in una proposta condivisa con il mondo accademico che possa sollecitare ed orientare le politiche della Regione Marche verso la individuazione e completamento delle infrastrutture materiali ed immateriali necessarie ad un corretto sviluppo economico del territorio (copertura di tutto il territorio con la fibra ottica, l’adeguamento del TPL alle nuove esigenze, avvio dei cantieri della Fano Grosseto, etc.)
A3. Confronto con gli stakeholder della città.
A3.1 Fin da subito occorre definire le condizioni di ri-avvio; per confrontarsi sui tempi e sui modi con cui l’Università e l’Erdis, possono riprendere le loro attività.
Occorre lavorare per il ritorno degli studenti in città non appena lo prevederà il governo.
Gli studenti sono una parte importante dell’economia della città a cui va dedicata particolare attenzione nel rispetto dei limiti della sicurezza, pertanto occorre minimizzare i tempi di chiusura.
Occorre un confronto con l’Università per un modello di ateneo che valorizzi la presenza fisica dello studente rispetto a quella da remoto, la residenzialità dei docenti, una relazione in cui le competenze e le esperienze in seno all’Università siano messe a disposizione della città in un dialogo reale e costruttivo;
A3.2 Allo stesso modo il confronto dovrà essere attuato con la direzione del Palazzo Ducale per comprenderne i tempi e i modi della ripresa, oltre ad affrontare il tema di una programmazione coordinata e del rilancio sul fronte culturale e turistico.
A3.3 Occorre coinvolgere tutti i referenti dell’offerta formativa della città per considerarla come un unicum, per potenziarla e avere come obbiettivo l’identificazione di Urbino come città della Formazione.
A4. Animazione, accoglienza e comunicazione.
In questa fase occorre ripensare gli eventi, l’ospitalità e la promozione della città, per dar vita ad un sistema integrato e sicuro, capace di sostenere e fortemente migliorare l’accoglienza e la permanenza turistica:
A4.1 Elaborazione di un piano di attività di animazione e coinvolgimento leggere che permettano una “riaccensione” in crescendo delle iniziative, mantenendo vivo l’interesse su tematiche da far esplodere successivamente (ad esempioRaffaello e Guido da Montefeltro potrebbero essere oggetto di interventi non costosi ma di prestigio). In questo vanno coinvolte le Associazioni e i soggetti che hanno dimostrato capacità e voglia di animare il contesto cittadino;
A4.2 Predisposizione di un primo piano di comunicazione da spendere sul breve e che possa avere il tema della sicurezza come elemento principale; quindi va elaborato un forte progetto di comunicazione strategica mirato agli eventi importanti che si svolgeranno nella città negli anni;
A4.3 Progettazione e reperimento fondi per almeno due annualità a venire che abbiano come tema di riferimento il Rinascimento (2021 Raffaello con una vera mostra di prestigio; 2022, 600 anni nascita Duca Federico; e ancora 2021, 300 anni morte Papa Albani);
A4.4 Predisposizione di misure di organizzazione, promozione e commercializzazione di forme di turismo “lento” e di qualità; incentivazione con eliminazione della tassa di soggiorno per due anni.
A4.5 Rimodulazione del bilancio comunale e dei soggetti a cui fa riferimento, in particolare Legato Albani come capacità di spesa, per fare fronte alle necessità individuate secondo un ordine di priorità.
FASE B. Almeno fino a fine 2023. È il periodo in cuiattuare e potenziare le azioni programmate per rafforzare un modello di città rigenerata e rivitalizzata.
B1. Verifica e adeguamento delle misure del piano di sicurezza;
B2. Verifica della possibilità di ripetere, in forme e tempi da adeguare, tutte le azioni a sostegno delle imprese messe in atto di cui al punto A2;
B3. Sviluppo coerente dei rapporti e delle relazioni con i soggetti di riferimento della città, implementando il metodo di condivisione e partecipazione;
B4. Realizzazione del piano di comunicazione strategico della città e messa in atto degli eventi e delle iniziative programmate;
B8. Individuazione di una serie di disuguaglianze da abbattere attraverso interventi diversificati e tesi a rafforzare il tessuto sociale ed economico della città (infrastrutture e digital divide; trasporti; fasce deboli; istruzione, etc.);
B7. Monitoraggio degli interventi, loro rimodulazione e sviluppo.







Commenti