PREOCCUPAZIONE PER “URBINO SERVIZI”, PRIMI PASSAGGI SENZA TRASPARENZA CHE INDUCONO A PARECCHI DUBBI
- Mario Rosati

- 7 apr 2021
- Tempo di lettura: 2 min

Se vi chiedete come mai Urbino sia ormai scesa a 13 981 abitanti (dato al 31.12.2020) perdendone 1200 nel giro degli ultimi 6 anni (15.179 al 31.12.2014), non cercate le risposte troppo lontano: guardatevi attorno e cercate di capire come questa Amministrazione abbia ridotto Urbino e il suo territorio, come l‘abbia spogliata, svenduta, indebolita, senza nessuna capacità di attivare alternative di rilancio, senza idee per il futuro ma solo seguendo logiche vecchie, portate avanti da vecchie teste.
Solo attraverso i giornali – perché non accada mai che il Sindaco abbia rispetto delle istituzioni e dei cittadini che eleggono i propri rappresentanti –abbiamo appreso dell’ultima trovata degli accordi con il Comune di Pesaro, che ci mette subito in apprensione, e ci fa temere immediatamente per un’ulteriore operazione di svendita (l’ultima delle tante poste in essere da questa Amministrazione) che, in questo caso, riguarderebbe Urbino Servizi.
Sempre con lo stesso vecchio modo padronale di gestire il potere, che non ammette dialogo, che non tollera il confronto, si fa una valutazione dell’impresa partecipata per dare seguito a “logiche di integrazione” con Aspes Spa, che non preannuncia a nulla di buono, soprattutto in mancanza di trasparenza e chiarezza.
La modalità di condurre anche questo tentativo si rifà sempre alla stessa arroganza - in difesa di interessi piccoli, di parte e di corto respiro - che ha condotto alla svendita delle Quote di Marche Multiservizi; la stessa che ha fatto appioppare alla città un cadavere di struttura qual è l’ex sede Megas; la stessa che con il tempo ha portato a svuotare di professionalità e di responsabili capaci la struttura comunale e sta creando il fuggi- fuggi da tutti gli uffici (tanto da dover pensare di bloccare la mobilità in uscita); la stessa che ha determinato le condizioni perché la città perdesse la sede della Provincia, la sede della Camera di Commercio, veda continuamente in bilico le sedi di altre istituzioni (per ultima la chiusura pomeridiana dell’Ufficio Postale di Via Bramante); la stessa logora smania di potere che ha tentato di impiantare un biodigestore dall’oggi al domani a discapito dei cittadini….
Per questo siamo preoccupati, perché sino ad oggi abbiamo visto soltanto piccoli interessi di parte riservati ad una piccola cerchia, che hanno portato soltanto un continuo degrado e impoverimento della città, mentre vorremmo azioni di respiro, vorremo vedere la capacità di pensare e costruire davvero insieme e per il territorio, vorremmo interventi lungimiranti che lascino prefigurare benefici a lungo termine e ad una grande platea.
Siamo preoccupati perché ci chiediamo se oggi si sia giunti ad una situazione critica e di una gestione inefficace della società, tanto da pensare di risolvere velocemente i problemi annullandola in ASPES, senza prendere in considerazione ulteriori ipotesi, quali una relazione diversa con il contesto territoriale dell’area interna, intorno alla quale sarebbe interessante pensare un progetto dedicato.
Il nostro impegno, come sempre, sarà rivolto nel mettervi in guardia dai pericoli e dalle situazioni poco trasparenti e, insieme, individuare le soluzioni più efficaci e durevoli a garantire un futuro dove ci sia posto per una speranza diversa, più ampia e per tutti.







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