L’OSPEDALE TORNERÀ NO-COVID
- Mario Rosati

- 15 apr 2020
- Tempo di lettura: 3 min

E’ terminata da poco la riunione in video conferenza di tutti i Consiglieri Comunali, Capigruppo, Assessori e Sindaco con il Presidente della Regione Ceriscioli, a cui è stato chiesto che l’ospedale di Urbino torni ad essere a tutti gli effetti un ospedale no-covid, come originariamente classificato, e di conoscere i tempi e il percorso per giungere a tale risultato.
L’incontro avviene a seguito della decisione congiunta e unitaria, approvata in sede di riunione di Capigruppo la scorsa settimana. L’obbiettivo di restituire al territorio e a tutti i cittadini una struttura capace di rispondere alle esigenze di coloro che soffrono di qualsiasi patologia diversa dal Covid-19, come un sacrosanto diritto, ci ha dunque visti partecipi e fortemente convinti.
Avevamo tentato circa un mese fa, tutti insieme, di far riconoscere lo stato di fatto di un ospedale che si era oramai affollato di malati positivi da virus, richiedendo maggiori supporti e aiuti per fronteggiare lo status di struttura mista, ma dopo il tempo trascorso, inutilmente e senza risposte o interventi, la decisione è stata anche questa volta unanime e mirata al massimo risultato.
Per questo le nostre posizioni sono state ferme molto chiare nel chiedere al Presidente: i tempi e le modalità perché Il Santa Maria della Misericordia torni ad essere a tutti gli effetti un ospedale no-Covid e nel frattempo si provveda a rafforzare l’organico attuale; le procedure per assicurare la massima sicurezza ai pazienti e al personale sanitario perché il passaggio si possa compiere nel più breve tempo possibile, con le più ampie garanzie e, perciò, tenendo in considerazione la necessità di prevedere un sistema di verifica e di selezione al Pronto Soccorso e di uno spazio adeguatamente pressurizzato – da attivare solo in casi di emergenza.
Abbiamo apprezzato l’apertura della struttura di Villa Fastiggi, su cui saranno a breve trasferiti i malati di Covid-19 (30 posti letto subito più altri 80 nei prossimi giorni), la partenza delle Unità Speciali con personale medico e paramedico e i check point per i tamponi, ma abbiamo raccomandato il presidio del territorio e l’intervento diffuso che possa prevenire e permettere sia un contenimento che un controllo esteso.
Ci siamo dunque concentrati su questi temi, lasciando cadere la discussione sull’apertura di strutture dedicate, sugli spunti polemici rivolti al governo centrale o a comuni limitrofi che alcuni capigruppo hanno forzatamente voluto richiamare, ritenendo troppo importante portare a casa il risultato di un ospedale di nuovo in piena disponibilità per tutti.
Il Presidente ha ascoltato e si è appuntato ogni intervento riprendendo le specificità singole. Ha puntualizzato come alcune delle difficoltà vissute in questa prima parte di periodo di crisi siano dovute a carenze strutturali o esterne al governo regionale: il numero di medici specializzati; la disponibilità di dispositivi di sicurezza e presidi medici prodotti solo all’estero; il ritardo dei materiali e degli interventi della Protezione civile nazionale promessi ma mai riscontrati. D’altro canto ha rimarcato la massima disponibilità nell’attivare risorse economiche e umane, pur nella disponibilità effettiva delle stesse, in particolare delle seconde, e ha sottolineato come gli attuali standard qualitativi - quali il frazionamento delle strutture e la loro organizzazione interna – nonrispondano nella maniera più adeguata alle necessità per affrontare una pandemia.
Date queste premesse, il Presidente ha espresso la propria volontà e impegno per rendere l’ospedale di Ubino la prima, o forse la seconda struttura delle Marche a tornare no-covid (il primato potrebbe essere colto da San Benedetto il cui ospedale accoglie solo 11 pazienti Covid, e quindi più semplice e rapido da ripristinare) attuando tutta la serie di interventi necessari a rendere sicuro l’ospedale e a mantenerlo tale con le dovute precauzioni in entrata, assicurando anche un’azione di comunicazione nei confronti della popolazione. I malati Covid, oggi in Urbino, saranno trasferiti a Villa Fastiggi o a Galantara e non saranno più ricoverati pazienti positivi. Pur non esprimendosi in termini di tempi certi, la sensazione è stata che entro la fine di aprile si debba vedere una effettiva trasformazione della struttura.
Su tutti gli altri temi, da come riattivare la ripresa delle attività e superare le difficoltà economiche delle imprese e delle famiglie, così come pensare a soluzioni di strutture sanitarie diversificate e dedicate o altre tematiche, ci siamo detti disponibili a ragionare e a dare, come sempre, il nostro contributo.







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