top of page

GAMBINI TENTA DI IMBAVAGLIARE LE MINORANZE E LIMITARE IL CONFRONTO DEMOCRATICO

  • Immagine del redattore: Mario Rosati
    Mario Rosati
  • 3 nov 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

La richiesta di modificare il Regolamento del Consiglio da parte di Gambini e della sua maggioranza, e nello specifico l’art. 32, per noi Consiglieri di Viva Urbino e Partito Democratico rappresenta un serio attacco agli spazi di democrazia e alle dinamiche definite per garantire il pluralismo e la partecipazione ai processi decisionali. Il tentativo attesta la volontà di imporre modalità padronali nella gestione della cosa pubblica e di evitare di fornire risposte chiare e trasparenti ai cittadini.

All’ordine del giorno della prossima Commissione Affari costituzionali, convocata per il 5 novembre, la maggioranza propone una serie di variazioni del Regolamento tra cui quella inerente l’art. 32, che riguarda le interrogazioni, secondo cui il Consigliere interrogante “indica se richiede risposta scritta o orale, fermo restando che in mancanza di indicazione si intende che l’interrogante chieda risposta orale. Non può essere richiesta contemporaneamente per la stessa interrogazione risposta scritta e orale; qualora venga richiesta risposta scritta e orale la risposta verrà fornita oralmente. Il sindaco o l’Assessore competente è tenuto a rispondere alle interrogazioni a risposta scritta entro i trenta giorni successivi alla presentazione; scaduto inutilmente tale termine, l’interrogazione si considera automaticamente a risposta orale e viene iscritta nell’ordine del giorno della prima seduta consiliare utile.”

La modifica dell’articolo tende a rendere inutili le interrogazioni scritte togliendo il diritto di ricevere risposte in forma chiara ed esauriente, di ottenere approfondimenti e disporre di dichiarazioni e attestazioni certe su temi e argomenti rispetto alle quali poter fare proposte o svolgere critiche costruttive.

Nella situazione odierna, con la particolare urgente necessità di superare tutte le varie difficoltà attuali e quelle che si stanno profilando nel prossimo orizzonte temporale a causa Covid – da quelle sanitarie a quelle sociali a quelle economiche – questo tentativo di limitare quanto più possibile l’interlocuzione e le opportunità di confronto tra maggioranza e minoranza, rappresentanti dei cittadini tutti, ci appare atto gravissimo e indicativo del carattere autoritario e intollerante al dialogo di Gambini e della sua maggioranza.

Riflette e testimonia ancora una volta la reale incapacità di fornire risposte dovute in forma trasparente ed esaustiva alla cittadinanza e ai suoi rappresentanti, anche in barba alle disposizioni nazionali previste dal Testo Unico per gli Enti locali.

Più volte abbiamo sottolineato le deficienze della maggioranza nel fornire per via orale delle risposte inconsistenti e mai pienamente soddisfacenti, ma soprattutto abbiamo sempre denunciato le gravi mancanze relative alle interrogazioni scritte utilizzate per poter disporre di elementi di valutazione sulle problematiche più importanti. Ricordiamo come ci sono voluti oltre 120 giorni per poter avere dei chiarimenti sul bilancio e come ancora oggi, da luglio, attendiamo risposte scritte sui tempi dei lavori nelle scuole e la loro riorganizzazione, sui costi e sugli incarichi inerenti la mostra su Baldassarre Castiglione; sul ruolo e l’influenza del cosiddetto pro-sindaco sulle decisioni dell’Amministrazione, e siamo già a 65 giorni di attesa….

Richiamiamo dunque l’attenzione di tutti i cittadini, di tutte le forze ed espressioni politiche, perché questo tentativo di imbavagliare la democrazia, di limitare gli strumenti di controllo e di confronto e di gestire il Consiglio Comunale e l’Amministrazione in maniera sempre più personalistica e padronale sia contrastato e definitivamente abbandonato.

 
 
 

Commenti


  • Facebook
  • Instagram
  • Twitter
  • LinkedIn Icona sociale

©2020 di Mario Rosati. Creato con Wix.com

bottom of page