FASCISTI SU MARCHE
- Mario Rosati

- 2 mar 2021
- Tempo di lettura: 3 min

In questi ultimi tempi, tutti noi cittadini marchigiani abbiamo dovuto subire, purtroppo, una serie di reiterati attacchi ai diritti civili e di cittadinanza faticosamente acquisiti e conquistati in anni di lotte condotte da donne e uomini in un ambito democratico.
Oggi la destra marchigiana, che è stata eletta ed è rappresentata nelle sue forze più oltranziste e oscurantiste, sembra voler esprimere, da subito e con arroganza, tutta la propria incapacità di sapersi confrontare con la complessità della società contemporanea e confermare il suo carattere autoritario, retrogrado e antidemocratico. La violenza con cui si esterna sembra essere la reazione di chi giunto al potere dimentica di dover gestire un ruolo di governo e voglia solo imporre la propria posizione e le proprie concezioni.
Solo in questa maniera si spiegano l’aggressione e le parole usate per attaccare la legge 194/78 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza); per tentare di impedire che i consultori possano svolgere a pieno il proprio mandato di rafforzare il diritto delle donne alla piena autodeterminazione e a preservare la propria salute; per cercare di riportare la donna entro confini limitanti e di sottomissione anche all’interno della famiglia.
Chi intende conquistarsi una ribalta sgomitando trai sui simili è tal Carlo Ciccioli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia che, se non fosse per il ruolo ricoperto e per la seria e pericolosa minaccia che le sue parole fanno emergere come espressione del governo regionale , verrebbe da considerare quale ridicolo emulatore del camerata Barbagli, il protagonista degli sketch e dell’omonimo film satirici di Corrado Guzzanti “Fascisti su Marte”, proponendosi, lui e i suoi compari, come fascisti su Marche.
Le sue parole esprimono la volontà di volerci riportare tutti indietro di secoli; le esternazioni relative alla “sostituzione etnica”, quando attacca le attuali normative sull’aborto, accendono sentimenti di razzismo, di odio e di violenza; la descrizione del modello familiare, e dei ruoli al suo interno, sconcerta per il livello di mancanza di rispetto nei confronti delle donne, ma anche della Costituzione e delle Leggi dello Stato che sanciscono la perfetta uguaglianza tra i sessi e tra coniugi, e impressionano per il livello di negazione di una realtà che si è evoluta nel tempo e contempla famiglie e unioni fondate sull’amore e sul rispetto, ma certamente al di fuori dei canoni beniteschi!
Le sue farneticazioni sarebbero, quindi, soltanto insulse ridicolaggini se non rappresentassero la voce di un governo regionale e delle varie forze politiche che lo compongono le quali, colpevolmente, tacciono o, anzi, riprendono tali argomentazioni, così da dover essere condannate alla sua stregua.
Occorre, infatti, porre tutta la nostra attenzione ed esprimere tutta la nostra chiara e ferma condanna contro chi sta cercando di spargere odio, discriminazione, fanatismo. Occorre far sì che la Memoria che celebriamo il 27 gennaio di ogni anno non sia solo atto formale! “Perché non accada mai più” non deve esser solo uno slogan! È necessario che le parole che fanno da fondamento e sfondo a troppi atti di violenza nei confronti delle donne, perché ne vogliono legittimare la subordinazione, siano democraticamente ma fermamente combattute così come coloro che le pronunciano.
È obbligo morale e umano rispondere all’intolleranza senza alcuna tolleranza, che altrimenti ci renderebbe complici dei persecutori, e impegnarci nel disvelare le falsità, l’ignoranza, le strumentalizzazioni che questa classe di arroganti sta cercando di imporre a discapito di una società più solidale, impegnata nel tentare di riconoscere e attuare una vera uguaglianza tra tutti gli esseri umani - di qualsiasi sesso, provenienza e orientamento, volta ad accrescere una cultura in cui la diversità è ricchezza, è opportunità di confronto e di crescita. In tutto ciò siamo chiamati ad alimentare il senso e la concretezza della democrazia che abbiamo ereditato e che dobbiamo non solo difendere ma provare ad accrescere continuamente!







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