DIMISSIONI IN CAPO ALLA PROTEZIONE CIVILE DI URBINO: UN SEGNALE D’ALLARME DI CUI TENERE CONTO!
- Mario Rosati

- 6 lug 2021
- Tempo di lettura: 2 min

Con estremo dispiacere, quali rappresentanti di Viva Urbino e Partito Democratico, apprendiamo che il Coordinatore e il Vicecoordinatore del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Urbino hanno rassegnato le proprie dimissioni in contrasto con l’Amministrazione.
Crediamo che sia una perdita importante e, senza voler entrare nello specifico delle motivazioni che saranno eventualmente i protagonisti della vicenda ad illustrare, ringraziamo i dimissionari e con loro tutti gli operatori che hanno sempre lavorato con passione e impegno – e in particolare in questi due ultimi anni- per garantire a tutta la cittadinanza un supporto e un riferimento per affrontare le situazioni più difficili e pericolose, vedi per ultima la gestione della pandemia e l’organizzazione per le vaccinazioni.
Ci stupisce il silenzio dell’Amministrazione, che fino a poco tempo fa occupava con assiduità spazi di comunicazione per mostrare i propri rappresentati a fianco degli operatori per promuovere una nuova campagna di adesione. Ci stupisce e ci preoccupa, poiché non segnalare e non evidenziare momenti così significativi come le dimissioni di figure fondamentali del Gruppo, significa voler mantenere all’oscuro i cittadini e tentare un’operazione di normalizzazione – cioè far passare l’eccezionalità dell’evento come fatto consueto e normale, mentre rappresenta un segnale di grande disagio.
La preoccupazione cresce nel momento in cui ci è possibile affermare che alcune prerogative dell’Amministrazione comunale e della sua maggioranza, in relazione all’attività del gruppo locale, non sono attuate nella maniera dovuta e ottimale: elemento significativo è il fatto che il Gruppo Comunale della Protezione Civile di Urbino non ha ancora una sede strutturata e adeguatamente attrezzata, ma è accampata in un container; l’aggiornamento del piano operativo non vede ancora la luce, mentre il C.O.C. – Centro Operativo Comunale – è stato attivato dall’Amministrazione per la pandemia solo a seguito della nostra pressione in sede di Commissione.
La preoccupazione cresce ulteriormente, dunque, perché a fronte di queste mancanze, perdere anche l’esperienza e le capacità di chi ha saputo affrontare le emergenze degli ultimi anni ci sembra un danno per tutta la comunità.
Non nascondiamo il timore di un ulteriore tentativo da parte della maggioranza di occupazione degli spazi della società civile, delle forze sociali e del volontariato: abbiamo già diversi esempi di come rappresentanti in Consiglio comunale siano inopportunamente a presiedere cariche di rilievo in associazioni di volontariato e società sportive. A nostro parere la società civile dovrebbe godere di propri spazi autonomi e indipendenti da quelli politici amministrativi, così da rendere davvero efficace e utile il confronto democratico e la dialettica tra i diversi soggetti e le istituzioni pubbliche: essere giocatori e arbitri nello stesso campo di gioco non è mai esistito e non può che portare ad anomalie e distorsioni del vivere civile.







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